Valutazione Resistenza Sezionale in Comportamento NON Dissipativo

L'acciaio nelle Norme Tecniche per le Costruzioni e relative Circolari applicative
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Alberto
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Iscritto il: 03 mar 2026, 15:43

Valutazione Resistenza Sezionale in Comportamento NON Dissipativo

Messaggio da Alberto »

Buongiorno
ho sempre progettato, se possibile, in comportamento non dissipativo.
La domanda l'ho sempre calcolata, dove possibile, con il fattore di comportamento q minore o uguale a 1.5.
La resistenza sezionale l'ho sempre determinata in accordo al capitolo 4 della NTC.
Il che significa che:
-se ho una sezione metallica ad H in classe 1 o 2 utilizzo il modulo di resistenza plastico (e i post processori dei software implementano questo).
-Il momento resistente di una sezione in cemento armato la posso calcolare con Gelfi (e i post processori dei software implementano questo).

Un collega contesta questa metodologia, sulla base della frase contenuta nel cap 7.4.1, dove si afferma che in comportamento non dissipativo le strutture devono rimanere "sostanzialmente in campo elastico".
Il collega sostiene che nella valutazione della capacità resistente sezionale bisogna linearizzare le tensioni e fare in modo che nella fibra più esterna non si superi la resistenza del materiale.
Il che significa che:
-per l'acciaio non potrò mai utilizzare il Wplastico, non potrei andare oltre il Welastico;
-per una sezione in c.a. non potrò mai sviluppare il Mresistente così come ce lo hanno insegnato al corso di tecnica delle costruzioni (perchè calcolato con modello parabola-rettangolo o stress-block)

A prescindere dall'impossibilità di utilizzare qualsiasi post-processore di verifica sezionale, a me sembra che l'interpretazione, per quanto a favore di sicurezza, sia troppo conservativa.
La tesi è rafforzata guardando cosa dice l' EC8:2005 in DCL
-per il c.a. cap 5.3.1, 5.3.2 e 5.3.3 dice che posso usare q=1.5 e fare le verifiche come da EC2
-per l'acciaio al cap 6.1.2 dice che posso usare q=1.5 e fare le verifiche come da EC3

Il mio approccio è contestabile?
Alessandro Desimoni
Messaggi: 6
Iscritto il: 13 dic 2024, 09:17

Re: Valutazione Resistenza Sezionale in Comportamento NON Dissipativo

Messaggio da Alessandro Desimoni »

Buongiorno.
La domanda posta è una questione ampiamente dibattuta dopo l’uscita delle NTC 2018, in particolar modo per le membrature in acciaio; l’argomento è stato, infatti, anche affrontato nel recente corso CTA sulle strutture industriali in acciaio.

Per le membrature in calcestruzzo armato la norma è chiara e non lascia possibilità di interpretazione. Al 7.4.1 viene, infatti, specificato che “nel caso di comportamento strutturale non dissipativo, la capacità delle membrature deve essere valutata in accordo con le regole di cui al §4.1, senza nessun requisito aggiuntivo, a condizione che in nessuna sezione si superi il momento resistente massimo in campo sostanzialmente elastico, come definito al §4.1.2.3.4.2”.
L’indicazione è coerente con il fatto che il calcestruzzo soggetto a carichi ciclici presenta un comportamento fortemente degradante; dato che il valore del momento resistente ultimo MRd viene raggiunto solo quando l’intera zona plastica della sezione risulta attivata (ossia per deformazioni del calcestruzzo 𝜀𝑐 > 0.002 e/o deformazioni dell’acciaio 𝜀𝑠 > 𝑓𝑦/𝐸) e, una volta raggiunto, si può avere un decadimento rapido delle prestazioni della sezione, le NTC 2018 hanno previsto di limitare il valore di MRd al limite elastico per strutture non dissipative.
Molte software houses, quindi, hanno dovuto implementare nei loro strumenti di verifica questa prescrizione.

Viceversa, per le sezioni in acciaio le NTC 2018 non forniscono un’analoga prescrizione.
Questo appare coerente con il comportamento fisico delle sezioni in classe 1 e 2, che esibiscono la possibilità di avere importanti rotazioni dopo il raggiungimento di Mpl,Rd.
Tuttavia, nel 2023 è stato emesso un parere da parte del Comitato Tecnico Scientifico della Regione Emilia-Romagna che, in ragione del principio di precauzione, indica di utilizzare il momento resistente elastico in luogo di quello plastico nelle progettazioni non dissipative.
Pertanto, almeno in tale regione, occorre rispettare questa ulteriore prescrizione.

L’osservazione sul fatto che l’EN 1998-1-1:2005 in DCL non preveda tali limitazioni è corretta, ma se si opera in Italia si è tenuti al rispetto delle NTC 2018. Pertanto, per le sezioni in calcestruzzo armato, si è tenuti a rispettare la prescrizione contenuta nel §7.4.1; per le strutture in acciaio si potrebbe utilizzare Mpl,Rd, considerando tuttavia che esiste il parere del CTS della Regione Emilia-Romagna.
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